mercoledì 9 novembre 2011

un autobus chiamato concordia


Gente esasperata sotto la pioggia insistente, sale in gruppone sopra un autobus come salirebbe sull’Arca di Noè.
Sale anche uno smilzo di età variabile, attestata su di un imprecisato decennio:  40? 50?. Ha i capelli che mulinano a ciocche verso l’aria, vagamente sconvolti insomma, un giubbottino smilzo quanto lui, di un blu acceso, un’aria sbattuta difficile da addebitare a qualcosa.  
Lo smilzo riceve al telefono l’aggiornamento sul voto alla Camera ed esulta, intonando ripetuti insulti a mo’ di nenia nei confronti del Capo Superrimo. Parla e commenta a voce alta, ed è l’esaltazione ad ispirarlo, tanta esaltazione: tant’è che prende a fare altre chiamate per diffondere la lieta novella nella cerchia dei conoscenti.
Non so se accada per effetto di trascinamento, ma l’autobus prende ad animarsi, nascono discorsi, scambi di battute,  che prendono e contagiano via via sempre più persone, fino a trasformare tutta la parte centrale dell’autobus in un circolo di discussione. C’è chi dichiara di non aver mai votato per il capo Superrimo, ma c’è anche chi ammette d’averlo fatto, anche più di una volta, tutti però concordano sulla necessità che se ne vada, drammaticamente presto, prima che la buriana travolga tutto il Paese.
Era tanto che non vedevo una scena così. Era tanto che non sentivo parlare di politica con quest’accanimento. Era tanto che non vedevo gente di indirizzo diverso ritrovarsi non solo sulla ricetta per uscire dal tunnel, ma anche sulle ragioni che spiegano il buio in cui stazioniamo da tempo.
Un Paese disperato, spaventato e incazzato che va sotto l’acqua, a bordo di un bus, mentre fuori è già scuro

5 commenti:

  1. Dunque Tez, piove anche qui, anzi diluvia ed io ti leggo "Era tanto che non vedevo gente di indirizzo diverso ritrovarsi non solo sulla ricetta per uscire dal tunnel, ma anche sulle ragioni che spiegano il buio in cui stazioniamo da tempo."
    Posso chiederti la ricetta? Dovrei chiederti anche delle ragioni in verità ma fuori piove sempre più forte.

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  2. Non ci credo fino a quando non sparirà definitivamente.
    Cristiana

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  3. speriamo Tereza che sia un inizio, anzi ne sono sicuro, è un inizio. adesso dipende molto anche da noi. Non manco di pensarti :-)

    http://www.youtube.com/watch?v=M7tC248mFcw

    willy

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  4. Vedi, Enzo,
    quel che ho cercato di raccontare è stata la mia meraviglia nel trovarmi in mezzo a persone tanto diverse tra loro, (anche per manifesta tendenza politica), tutte concordi sulla necessità che Qualcuno si levi velocissimamente dalla scena perché non adatto a rappresentare in modo dignitoso e soprattutto credibile il Paese in un momento così drammatico.
    E una cosa mi ha stupito ancor di più, che tutti si trovassero d'accordo nel criticare le "recidive leggerezze private" del Capo Superrimo, immortalate da diversi grandi quotidiani nella notte precedente. Mi ha colpito favorevolmente il fatto che nessuno si producesse in commenti gretti e moralisteggianti sull'accaduto,bensì che si ponesse l'accento su un molto più concreto: ma come cazzo jie vié de fa' festini mentre er Paese brucia?
    Un richiamo alla cruda drammaticità del momento era l'elemento comune dei commenti da parte di tutti i presenti: una sana concretezza, incazzata, sì, anche molto incazzata, ma priva di quegli elementi di "moralismo a prescindere", che tanto spesso ha offerto una salda spalla a certe tesi giustificazioniste dei supporter del Capo.Finalmente sembrava essersi fatta strada l'idea che un ruolo pubblico implica delle regole speciali per rimanere attendibile.

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  5. Dobbiamo crederci, Cristiana, sennò è finita;

    incrociamo le dita, Willy!

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